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Ecco svelate le prossime "release" di Wired.it

Mi aspettavo la ressa all'entrata. Avevo ipotizzato un inconsueto fermento nello spiazzo che immette ai tre gradini di accesso della Triennale. Mi prefiguravo un pullulare di cellulari di ultima generazione, di iPad e di netbook.

E invece niente di tutto questo. In sala eravamo meno di venti e i rintocchi regolari e monocordi del pianoforte esposto al di fuori della stanza rendevano più fredda la solitudine dei pochi temerari che si erano dati appuntamento per discutere del nuovo Wired.it, rispondendo all'appello di Federico Ferrazza, website coordinator del portale. "Ma come - mi sono detto - in Rete si è fatto un gran parlare del nuovo Wired.it. Centinaia di delusi e super-entusiasti si sono dati battaglia in quella che era apparsa fin da subito la campale disfida tra i wired-scettici e i wired-addicted, tra i wired-addicted-delusi-da-un-sito-poco-wired e quelli che più-wired-di-così-non-si-può. E via dicendo... Una disputa dalla quale non si uscirà mai. Eppure una disputa che non ha appassionato nella vita reale, a quanto pare. Roba da ricredersi sull'importanza di Internet. Ben lontano dalle splendide storie che il magazine ci ha regalato durante tutto l'anno di I4P.

Eppure in quella sala oggi si è parlato dei perchè e dei come si è arrivati al nuovo Wired.it e, soprattutto del futuro (almeno fino a dicembre).

Prima, però, è doverosa una premessa. Io sono tra i superfan di Wired. Quelli che si sono abbonati fin dal primo numero, quelli che collezionano i numeri in un posto speciale della propria libreria. Quelli che quando non trovano la propria copia nella buca delle lettere chiamano il servizio abbonati e si sentono rispondere "non si preoccupi, le rimando la sua copia in breve tempo. Ché voi abbonati di Wired, si sa, siete un pò particolari". Quelli che leggono tutte le pagine della rivista, le didascalie, le note a più di pagina e non si lamentano dei caratteri speciali e dai colori improbabili. Quelli che hanno partecipato (e vinto) al concorso Nokia Apps To Be Wired proponendo un'idea innovativa per una nuova applicazione da cellulare... Si, insomma, proprio quelli.

Il mio commento, quindi, sul nuovo Wired.it era in partenza più che positivo ed entusiasta. La sfida era grande, il pubblico di Wired.it è quello dal palato fine e l'audience si aspettava qualcosa di veramente innovativo. Che responsabilità per i team che ha seguito il progetto! Detto questo, lentezza o no, tra bugs ancora da risolvere e affollamento da widget, a me è bastata la licenza Creative Commons e il nuovo sistema 1ring ad appagare la voglia di novità ed innovazione.

Arrivo alle novità annunciate da Federico Ferrazza:
  • arriveranno nuovi widget che rimpingueranno lo store di Wired.it. Il business model (revenues sharing?) è ancora da decidere, ma è sicuro che Terze Parti (inserzionisti e non) svilupperanno widget per Wired.it;
  • alcuni articoli saranno rappresentati con un innovativo sistema grafico (questo è il punto più misterioso e che suscita in me maggiore curiosità);
  • arriverà anche l'applicazione per iPad, ma - almeno in un primo momento - riproporrà quasi esclusivamente i contenuti del magazine cartaceo + contenuti multimediali;
  • forse non ci sarà una app dedicata, ma il sito mobile si;
  • maggiore spazio e impegno sula Wired TV;
  • una sezione dedicata alle domande "how to" in Gadgetland.
Aspettiamo curiosi e fiduciosi. Buon Wired.it a tutti!

La sala della Triennale dove si è tenuto l'incontro

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