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Una campagna "morbistente"?

Non riesco a capire se i responsabili marketing di "Tempo" siano dei geni o no...

Il tema è delicato: la carta igienica. E i doppi sensi e le allusioni sono immediate. Per questo pubblicizzare una carta igienica è sempre terreno minato.

Riuscirà la trovata del neologismo "morbistenza" a sconfiggere le ironie dei consumatori?

Ho solo un dubbio: come saranno valutati i risultati di questa campagna? Con la quantità di carta igienica venduta? Con la quantità di pupù emessa? O con l'entrata del neologismo nel vocabolario Zanichelli 2012?

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