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Tanti auguri Repubblica Bari!

10 anni (21 novembre 2000) fa nasceva Repubblica Bari, il dorso locale del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, il quotidiano che preferisco, quello che mi fa incazzare per la sua intransigenza, quello che mi fa gioire per la sua intransigenza, quello che 9 volte su 10 compro in edicola. Quello - è un dato oggettivo - che ha sempre anticipato le mode del giornalismo italiano.

Non ricordo quel giorno (ero a Roma in quell'anno), ma ricordo bene quel periodo, il fermento che si percepiva in Puglia, una Puglia fino ad allora ai margini della politica e dell'informazione italiana. Una Puglia che solo molti anni dopo avrebbe vissuto la sua stagione migliore (tutt'ora in corso) grazie ad un uomo chiamato Nichi e grazie ad una serie di registi, attori, scrittori e personaggi pubblici che con merito possiamo ascrivere alla "primavera pugliese".

Era, quella una Puglia in cui l'apertura di un dorso locale di Repubblica faceva notizia e portava speranza. Ricordo che noi aspiranti giornalisti avevamo esultato per l'arrivo di posti di lavoro e ci chiedevamo se sarebbero stati lasciati ai pugliesi o "conquistati" da romani e milanesi in esubero nelle redazioni del Nord. In parte andò così e in parte no. Il primo caporedattore di Repubblica Bari fu un torinese, Ettore Boffano, il secondo è un romano, Stefano Costantini. Ma quanti baresi in redazione!

Subito dopo Repubblica Bari si sarebbe inaugurata anche la sede locale del Corriere della Sera (il Corriere del Mezzogiorno diretto magistralmente da Maddalena Tulanti) e l'egemonia della Gazzetta del Mezzogiorno sarebbe stata seriamente intaccata anche dal Nuovo Quotidiano di Puglia (appartenente al gruppo de "Il Messaggero" di Leonardo Caltagirone) la testata a cui sono più affezionato perchè mi ha insegnato i tempi, la scrittura e le furbizie di un quotidiano. Un rinascimento del giornalismo, insomma, a cui io posso ben dire di aver - seppure ai margini - partecipato. Seppur per pochi mesi, infatti, ho scritto per Repubblica Bari svolgendo uno stage che mi ha fatto amare ancor di più quel tabloid italiano che è una fucina di idee e di cultura. Pochi articoli, molta cronaca nera, il giro tra Questura, comando dei Carabinieri, caserme, Prefettura e uffici comunali, instradato da una maestra italiana del giornalismo di nera, Lorenza Pleuteri che oggi è a Torino. A lei va un altro super-grazie!

Questi alcuni dei miei articoli scritti, nella speranza, un giorno di ritornare a firmare quelle pagine lunghe e strette...

Volete sapere di più sui 10 anni di storia pugliese raccontati da Repubblica? Qui lo speciale.

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