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Nulla è come appare. "Le perfezioni provvisorie", un romanzo di Gianrico Carofiglio

Non è Camilleri, ma resta uno dei miei scrittori contemporanei preferiti. Gianrico Carofiglio, conferma anche in "Le perfezioni provvisorie" la sua inesauribile vena letteraria sfornando un'altra storia intrisa di mistero, introspezione, buone maniere, e Puglia. 

I "legal thriller" di Carofiglio (magistrato, senatore e scrittore. Un personaggio mitologico, insomma) non sono dei pastoni all'americana costruiti su delitti efferati, truffe o complotti e spiegati al pubblico tra le pieghe del diritto civile e penale. Sono, innanzitutto, viaggi d'esplorazione all'interno di mondi differenti, vissuti nella quotidianeità (come nella letteratura) attraverso gli occhi di un avvocato curioso (Guido Guerrieri) e dei suoi incontri "occasionali", compagni d'avventura che assieme a lui contribuiscono (volontariamente o meno) alla soluzione del caso.

E' stato così in "Testimone inconsapevole" con il focus sul mondo dell'immigrazione, poi in "Ad occhi chiusi" un crudo viaggio nel tema della violenza sulle donne, e in "Il passato è una terra straniera" sul gioco d'azzardo. In quest'ultimo romanzo si parla di una scomparsa e del mondo della droga legato a quello dei giovani. Degli studenti fuorisede e delle amicizie pericolose. Ma nulla, in realtà, viene trattato così tanto approfonditamente quanto il topos delle apparenze ingannevoli e dei rovesciamenti di una vita che riserva sempre sorprese.

La ruvida copertina dal blu intenso di Sellerio è sempre una garanzia di qualità e di romanzo che ti terrà col fiato sospeso fino all'ultima pagina. Ma più che il caso da risolvere, in questo romanzo mi hanno colpito altri artifici letterari, come i soliloqui al saccone da box o i pensieri non espressi durante i dialoghi più imbarazzanti. E poi, come sempre, il dettaglio che mette sulla buona strada il detective/commissario/avvocato e che arriva tanto inaspettato quanto lampante e chiaro agli occhi dell'indagante. Tutto si risolve con la nuova prospettiva, la nuova luce che illumina il protagonista e lo conduce alla verità. Ovviamente non vi svelerò il finale del libro, ma credo non vi deluderà.

A parte una fase centrale in cui, secondo me, lo stesso Carofiglio stava aspettando l'idea per la svolta, il romanzo scorre in una lettura tutta-d'-un-fiato. Di quelle che non vedi l'ora di riprendere dopo il lavoro, in metro, o prima di addormentarsi.

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