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Io voglio sapere

Ognuno fa quel che può. E quello che più gli è congeniale. Con questa premessa parte la mia personale protesta (che in verità spero si allarghi o che almento scuote le coscienze di qualcuno) contro la censura dei talk show in Rai che per un mese (fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo) oscurerà Ballarò, Porta a Porta, AnnoZero, PresaDiretta e tutte le trasmissioni che solo lontanamente potrebbero parlare di politica. In nome di una cattiva e restrittiva interpretazione della norma sulla "par condicio" (legge 28, 2000) è stato vietato agli italiani di informarsi.

NOTA BENE: Questo post non è contro questo o quel partito politico, semmai contro tutto l'arco costituzionale che è restato immobile, ma sottolinea lo stato di sonnolenza indotta in cui è caduta l'Italia. E', soprattutto, la denuncia di un Paese che permette che l'informazione sia maltrattata e che i cittadini siano volutamente messi all'oscuro della realtà.

Questa la sintesi. Ma, siccome le cose da dire in merito sono tante, cercherò di elencarle e di ordinarle nel modo più sintetico possibile.

Premessa
Gli utenti della Tv arrivano a quota 97,8% della popolazione, il cellulare sale all’85%, la radio all’81,2%, i giornali al 64,2%, i libri al 56,5%, Internet al 47% (8° Rapporto Censis sulla comunicazione in Italia).

Ergo, tutti gli italiani si informano principalmente grazie alla Tv, solo la metà essi invece tramite la stampa. L'informazione determina le decisioni, forma le coscienze e, in ultima istanza, ci aiuta a capire la realtà, la società, il nostro mondo. L'informazione è senso civico e questo è retto dalla politica. L'informazione, quindi, è politica nel senso più alto del termine. Tutti noi, informandoci, svolgiamo attività politica. Sapendo, pensiamo.


I fatti
10 febbraio 2010 - La commissione di Vigilanza Rai vota il regolamento della par condicio. Le nuove regole stabiliscono che i programmi di approfondimento possano scegliere: ospitare nei loro spazi le tribune politiche, oppure andare in onda in orari e fasce diverse.
Silvio Berlusconi commenta: «Non è una decisione scandalosa di cui doversi preoccupare. Per una questione di decoro credo sia un bene che le trasmissioni siano diverse, non parlo di quella di Bruno Vespa ma di altre».

11 febbraio 2010 - Pierluigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere della Sera cita Orwell in "1984" e parla di "neo-lingua": proclamare il contrario di ciò che si fa. Battista spiega la decisione della commissione parlamentare: l'impossibilità di applicare alla lettera la "par condicio" (cosa che in passato è stata fatta più volte e senza clamori, ma rischiando solo irrisorie multe) ha portato alla cancellazione di tutti i possibili momenti in cui questa norma potrebbe essere anche lontanamente a rischio. Trasformare AnnoZero in una tribuna elettorale (tempi contingentati, domande calmierate e nanetti della politica a sciorinare programmi e promesse)? E' equivalso a dire "chiudete AnnoZero". Stesso discorso per tutti gli altri talk show.

16 febbraio 2010 - La Rai chiede di modificare il regolamento della par condicio in vista delle elezioni regionali. Secondo il consiglio di amministrazione Rai, il regolamento approvato dalla commissione di Vigilanza incide negativamente sui palinsesti della concessionaria di servizio pubblico e rischia di creare una disparità tra l'informazione Rai e quella delle emittenti televisive private.

23 febbraio 2010 -
La maggioranza parlamentare si dice indisponibile a modificare il testo sulla par condicio, come richiesto dal cda Rai. Grande amarezza nelle parole di Sergio Zavoli, presidente della bicamerale: «Siamo qui per dire che la mediazione è fallita, non per colpa della Vigilanza, ma per responsabilità che sono al di fuori di questa commissione». Zavoli ha puntato il dito contro le pressioni esterne che hanno impedito di modificare il regolamento sulla par condicio.

25 febbraio 2010 -
La commissione Servizi e prodotti dell’Autorità per le Comunicazioni (AgCom) decide che anche le tv private dovranno sottostare al regolamento sulla par condicio. La volontà è quella di non creare un vantaggio all’emittenza privata rispetto alla Rai, anche in termini di introiti pubblicitari. Mediaset e Sky ricorrono al Tar.

1 marzo 2010 - Il cda Rai, in applicazione del regolamento varato dalla commissione di Vigilanza, delibera a maggioranza «la sospensione temporanea, per il periodo relativo alla seconda fase della campagna elettorale, della messa in onda dei programmi di approfondimento informativo Porta a Porta (Raiuno), Annozero, L'ultima Parola (Raidue), Ballarò (Raitre), sostituendoli, ove possibile, con tribune elettorali, dando mandato al direttore generale di assicurare i termini e le modalità operative per assicurare il rispetto delle previsioni del citato Regolamento». Le puntate delle trasmissioni sospese «verranno recuperate appena possibile».


Le reazioni





E adesso? La protesta
Cosa facciamo adesso? Io posterò ogni giorno il count down dell'oscurantismo, il conto alla rovescia che mi separerà dalla possibilità di informarmi anche in TV. Fatelo anche voi! Potete inserire il badge/logo che ho frettolosamente creato oggi (nella parte alta di questo post e scaricabile qui) sui vostri blog, sul vostro profilo Facebook o dove ritenete più opportuno. Facciamoci sentire! E gridate forte: IO VOGLIO SAPERE!

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