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-19. Io voglio sapere

Silvio da ridere

di Mauro Munafò (L'Espresso)
Una marea di battute, barzellette, ironie. Così l'Italia che non ci sta reagisce agli atti di forza di Berlusconi
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Si ride, per cercare di non piangere. Panini che cancellano partiti, decreti interpretativi firmati in piena notte e ricorsi al Tar a una manciata di giorni dalle elezioni hanno portato la Rete in piazza e continuano ad alimentare il dibattito su blog e social network. Questo scenario desolante non toglie però il gusto per la risata e per lo sberleffo ed è così che il confronto politico sul web si alimenta anche di provocazioni, brevi aforismi e trovate ad effetto.

Chi frequenta la Rete italiana sa bene che certi siti non deludono mai. Se si parla di satira e di umorismo politico si finisce per forza su Spinoza.it, che al decreto salva liste e alle vicende degli ultimi giorni dedica un intero post, come sempre popolato da battute scritte dagli autori e dai lettori: "Approvato il decreto salvaliste. La Beghelli nega ogni responsabilità"; "L'articolo 1 del decreto: "Chiamiamo noi quando siamo pronti"; "Napolitano ha firmato poco più di un'ora dopo. Il tempo di far credere di averlo letto" o "Prime conseguenze del decreto: capodanno slitta al 4 gennaio" solo per citarne alcuni.

Altro caposaldo della satira digitale è il blog Metilparaben, diventato un'autorità anche grazie ai suoi script che generano notizie, scuse e discorsi. Le vicende pre-elettorali sono state l'occasione per un doppio lancio. Prima è arrivato il Generatore automatico di decreti legge interpretativi con perle del calibro de "I compiti in classe si considerano consegnati, a prescindere dall'effettiva compilazione del foglio, a condizione che lo studente si trovi all'interno della classe prima del suono della campanella". Dopo sole 24 ore è stata la volta del Generatore automatico di Decreti Legge interpretativi in caso di vittoria del centrosinistra che, come spiega il nome, crea formule legali per cancellare ogni possibilità di vittoria dell'opposizione.

Un esempio: "Nelle elezioni regionali del 2010, qualora in una singola regione una lista diversa da quelle approvate dal proprietario di una società di produzione televisiva il cui nome inizia per 'M' e finisce per 'T' dovesse ottenere la maggioranza dei voti, la Legge 108 del 17 febbraio 1968 deve interpretarsi, per quella sola regione, nel senso che gli elettori che hanno apposto il segno sul simbolo della lista sconfitta hanno fatto 'tana' a tutti gli altri, eliminandoli".

Sempre su Metilparaben, su sollecitazione di Ciwati, si sta tenendo un sondaggio sulle nuove figure da introdurre in politica, dopo il successo delle Padanine che supportano il leghista Marco Mambelli in Emilia Romagna. Tra i candidati non potevano mancare figure come i "Firmini" di Formigoni, i "Panini" della Polverini e i "Decretini" di Napolitano. Dove non arriva la parola da sola, ecco in supporto la musica. L'esordio delle canzoni sul tema delle elezioni regionali lo si deve a "We are the world for Polverini", ma anche la rivisitazione di brani del panorama italiano può dare molte soddisfazioni.

Dal suo profilo Facebook Gabriella De Rosa lancia il "Karaoke interpretativo" con hit del calibro de "La lista che non c'è" (dall'Isola che non c'è di Bennato), "Tanta voglia di Hot Dog" (da Tanta voglia di Lei) ed "Eravamo quattro amici al Tar" (dalla quasi omonima canzone di Gino Paoli). Una citazione la merita anche "Lista Ripristinata", ispirata alla "Vita spericolata" di Vasco: "Voglio una lista ripristinata / di quelle liste fatte così. / Voglio una lista che se ne frega / che se ne frega di tutto sì. / Voglio una lista che non è mai tardi / che il tribunale non chiude mai. / Voglio una lista di quelle che non si sa mai".

Sempre su Facebook diversi gruppi spronano gli utenti a confrontarsi con i nuovi meccanismi elettorali. Conta oltre 1.500 sostenitori "Proponi anche tu il tuo decreto interpretativo", in cui si possono leggere commenti come "io propongo un decreto che faccia sì che quando vado a pagare le bollette queste si ritengano pagate nel momento in cui entro nell'ufficio postale, anche senza giungere fino allo sportello e consegnare il contante!" o " Vorrei un decreto interpretativo che mi spiegasse perché ogni volta che vedo Emilio Fede, sto male"

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