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I'm coming back

Colpa mia. Lo ammetto. Quel libro, a cui avevo accuratamente sottratto la copertina in carta plastificata per non rovinarla, è stato per mesi poggiato sul comodino accanto alla mia sponda del letto la sera e custodito, alla mattina, nella borsa per l'ufficio. Poche pagine lette e molte ancora da sfogliare. Molta voglia di leggere e poco tempo per farlo. La stanchezza, poi, non mi permetteva di leggere quando più mi piace: la notte.

E così il segreto di Daniel e di Julian Carax restava celato tra le pagine di quel libro con la copertina anonima. Poi, l'accelerata. Le storie (o l'unica storia?) hanno cominciato ad intrecciarsi, la figura dell'"investigatore" Daniel e quella dell'"investigato" Carax si sovrapponevano. E più la storia si svolgeva, più la mia voglia di leggere aumentava. Alla fine, così come io sono tornato dopo un momento buio, il libro ha sfogliato tutte le sue pagine.

Il risultato? Uno dei libri più belli che abbia letto. Non perchè racchiuda in sè chissà quale morale, chissà quale filosofia di vita destinata a cambiare la mia vita. Il romanzo di Zafòn è un ROMANZO. Racconta, racconta e racconta per il gusto di raccontare. E poi parla di libri, di scrittori mai morti, dell'infinita potenza della lettura. E cosa può raccontare al meglio la forza di un libro se non un altro libro?

Per gli amanti della letteratura, quella vera, consiglio "L'ombra del vento". Fatevi prendere dalle parole, dalla descrizione dei fatti e dei luoghi che prima vengono raccontati singolarmente e poi, come nel teatro dei pupazzi, si incontrano e si intrecciano fino a sviluppare trame articolate.

E ora? Bè... terminato questo non mi resta che ritornare al buon caro Camilleri. Mi aspetta il libro sui pizzini di Bernardo Provenzano, "Voi non sapete". Come sarà? Io vi farò sapere...

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