Io.

“Non si preoccupi. Prima o poi lei entrerà a far parte del mondo del giornalismo”. È partita da qui la consapevolezza di cambiare mestiere. Epilogo dell’esame di ammissione alla Scuola di Giornalismo, inizio di una nuova consapevolezza. Troppo deluso dal giornalismo, troppo innamorato della scrittura e del mondo dell’informazione. Il salto è stato automatico, ma allo steso tempo entusiasmante. Non una decisione obbligata, non una seconda opzione, ma il disperato tentativo di restare aggrappati alle proprie passioni. L’ufficio stampa. Ecco cosa voglio fare. Parte la ricerca del master da seguire, del modo per sfuggire ad una realtà, quella pugliese, in cui non c’è spazio per le professionalità, per l’impegno, per l’oscura materia della comunicazione. I consigli degli amici, le conferme su internet, la curiosità di vivere, dopo Roma, a Milano. Si parte. Il test. Il colloquio. La telefonata di conferma. Tutto troppo veloce per rendersi conto che la vita sta cambiando. Che cambierà… si spera. L’investimento è della famiglia, l’impegno è il mio. Saprò compensare lo sforzo economico? Dubbi, amici da salutare, la ragazza da tranquillizzare. La casa da trovare. Una volta sistemati, ecco la scuola. I nuovi amici? Un mondo di idee, un confronto continuo con realtà distanti e vicine da me: una scoperta continua per me e per loro. Le prime condivisioni di gioie, fatica, amarezze facilitano, loro malgrado, i legami. Economia e marketing. Mai sentiti nominare, ma mi impegno. Ci devo riuscire. Devo capire e superare i miei limiti. Ufficio stampa. Finalmente la mia materia. Le conferme mi aiutano ad andare avanti. Ogni tanto un attestato di stima fa sempre bene al morale. E poi la consapevolezza che gli strumenti adottati fin qui, i processi, le azioni, le modalità, sono realmente codificati. Il lavoro fatto in Puglia, gli uffici stampa prima improvvisati e poi sempre più professionali, le centinaia di articoli scritti, gli eventi organizzati all’università: è servito tutto. Conferme di una metodologia utilizzata in maniera inconsapevole ma corretta. Mettere insieme i pezzi, colmare le lacune, strutturare un metodo. A questo mi è servito il Master.
Alla fine, ti guardi alle spalle, abbozzi un primo bilancio. Ti sembra tutto facile e scontato, ma che fatica!

Commenti

  1. grazie, frà. Mi sn emozionato anch'io nel leggerlo davanti alla classe...

    RispondiElimina

Posta un commento